Il rito è un’azione sacrale, un’usanza importante nel corso delle nostre vite.

Veniamo a contatto con un buon numero di riti, alcuni ufficiali ed altri addirittura creati da noi, come una cena in famiglia il venerdì sera; e se scaviamo tra i più seducenti, ci imbattiamo nel rito del matrimonio, che senza dubbio è quello più caro ad ogni donna, già in tenera età.

Ciò che suscita curiosità è legato a tutte quelle tradizioni con cui entriamo in contatto prima della celebrazione del matrimonio, e, cosa ancor più singolare è che ogni paese ne possiede di proprie, alcune dal fascino suggestivo ed altre legate ad un sentimento che ha forse più a che fare con l’inquietudine che con la gioia.

In Africa ad esempio i rituali che avvengono prima del matrimonio hanno a che vedere con azioni legate essenzialmente alla privazione: in Cambogia le donne usufruiscono di alcuni rifugi dove poter passare le notti con uomini diversi fino a quando non troveranno quello che le soddisfi, conseguenza questa di un divieto assoluto del divorzio, una volta sposate.

In Nuova Guinea sono gli uomini invece che non possono avere rapporti con le donne, essi si sottopongono ad un rituale per cui sono obbligati ad ingoiare il liquido seminale dei guerrieri più potenti della tribù, per diventare loro altrettanto forti ed audaci.

In Italia diremmo “paese che vai, usanza che trovi”, e di fatto è così.

In alcune società ci si può addirittura sposare senza cerimonie o formalità, questo avveniva tra gli abitanti delle isole Trobriand, quando nel momento della frequentazione tra un uomo ed una donna, gli abitanti vedevano i due in coppia, voleva dire che per il mondo quelle due persone stavano per unirsi in matrimonio. Che si tratti di strani rituali questo è certo, ed è dato dalle differenti tradizioni che separano ogni continente e dal tempo trascorso che ha modificato considerevolmente le diverse regole dei riti. Si pensi alla questione dei matrimoni combinati, avvenuta in Europa fino a pochi anni fa, ed ancora in corso presso altri paesi orientali. Ad esempio gli Aborigeni australiani, in India o in Cina, decidevano per i loro figli quali dovevano essere i loro partner prima ancora che nascessero; mentre a Firenze nel XV secolo, l’ufficialità di una unione in matrimonio avveniva attraverso il secondo incontro tra sposi e parenti, in cui andavano a definirsi le condizioni del matrimonio conseguenti agli accordi presi già nel primo.

Innumerevoli sono le tradizioni presenti in tutto il mondo, ma quelle care a noi sono presenti nel nostro paese, in specie quelle legate all’abito da sposa, sinonimo di sogno femminile. Un’antica tradizione vuole che l’abito da sposa non sia realizzato dalla sposa stessa per scaramanzia, e che il velo debba essere regalato da una coppia felice come buon auspicio, questa meravigliosa mise è importante che non sia vista dallo sposo prima del giorno ufficiale. Persino le fedi sono avvolte da un mistero scaramantico poiché l’usanza vuole che la fede non sia mai messa al dito prima delle nozze, né deve essere acquistata insieme all’anello di fidanzamento. Alcuni riti del paese prevedono la preparazione del letto dei futuri sposi, da parte di due ragazze nubili monitorate da due donne anziane; persino il mito entra a far parte della cultura del matrimonio: il giorno della celebrazione non deve mai essere un martedì o un venerdì, poiché il primo appartiene a Marte che era il Dio della guerra ed nel secondo furono creati gli spiriti maligni.

Ma forse quello più poetico, che ci piace sempre annoverare è il gesto della sposa tra le braccia del suo sposo mentre varca la soglia del nuovo nido di felicità, gesto compiuto per proteggerla dagli spiriti maligni e…dallo strascico ingombrante!

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